Ne sei sicuro, c'è qualcuno lì dietro. Prima che possa attaccarti ti lanci tu stesso contro la fila di cappotti, menando un fendente attraverso di essi. L'intera rella si schiaccia contro il muro e da lì senti provenire un lamento, diresti una voce femminile. Ritiri la tua lama di vetro e la trovi sporca di sangue… hai colpito nel segno! Ma chi?
"Guarda!" esclama Guido indicando ai tuoi piedi. Sono proprio stivaletti e ginocchia da donna quelli che spuntano sotto il livello dei cappotti. Con l'arma sempre in pugno lasci che il Topo scosti gli abiti per portare alla luce la figura accasciata. È una ragazza dai capelli rossi rannicchiata su se stessa, la mano a stringere l'altro braccio nel punto in cui il sangue si allarga a impregnare la maglietta. "Mavia!!" esclama Guido esterrefatto. Dunque… la conosce??
La ragazza alza il viso e si meraviglia allo stesso modo: "Guido?! Ma sei tu?"
Il Topo viene in soccorso della tua confusione: "E' la custode del guardaroba!"
Sei interdetto e lasci cadere a terra la lama di vetro: "Mi… mi spiace. Credevo volesse attaccarci".
"Non importa, hai fatto bene a difenderci. Mavia, lui è uno dei nostri, non temere. Vieni".
La ragazza si lascia sollevare da Guido e appoggiandosi a lui emerge dal suo nascondiglio.
"Avevo paura…" spiega con voce tremante "… quelli dell'O.P. sono arrivati dal tunnel e… mio dio, pensavo fossero loro…"
"Stai tranquilla, se ne sono andati" le ripetete per calmarla. Non è il momento per dirle la verità su ciò che è successo, anche se un boato tremendo proveniente dalla discoteca non fa intendere niente di buono. Il tuo pensiero ritorna di colpo a Linda, al fatto che la devi raggiungere.
"Vai, resto io qui con lei!" ti dice Guido. Mavia è stesa sul mucchio di cappotti e lui le sta già tamponando la ferita con un pezzo di stoffa. Fai qualche passo, intravedi la porta… ti giri un'ultima volta per un cenno di conferma al Topo e poi spingi la maniglia.
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