Ad un certo momento osservi il fucile sotto un'altra prospettiva. Finora l'avevi sempre utilizzato come un bastone per aiutarti a scavare nelle macerie – senza arrivare a grossi risultati; ma perché non considerarlo per lo scopo per cui è fatto?
Il più grande impedimento alla vostra uscita sono le lastre di cemento spezzate e rimaste di traverso sopra di voi: impossibili da spostare, eppure in alcuni punti sono piuttosto sottili… e ti viene in mente un'idea. Sparando una serie di colpi tutti in fila lungo un tratto trasversale di quella lastra, creeresti una linea di fragilità nella lastra stessa. A quel punto avresti maggiori probabilità di riuscire a spaccarla colpendola col calcio del fucile.
I colpi in canna ci sono, tutto dipende dalla tua abilità nel mirare e mantenere la riga. Non hai nessuna esperienza di come si spara, ma la speranza ti ha riacceso l'animo e trasmesso lucidità.
All'inizio qualcosa va storto, poi però inizi a padroneggiare il fucile e, senza fretta, ti concentri su ogni singolo punto di quel filo immaginario. E poco per volta arrivi a disegnare nel cemento una linea tratteggiata. Ce l'hai fatta. Abbandoni il fucile e aspetti che le mani smettano di tremarti per lo sforzo fisico e mentale. Poi colpisci con tutte le tue forze, fino a sentire i primi scricchiolìì, i primi cedimenti… infine vedi sgretolarsi la linea e ti sposti appena in tempo per non farti travolgere dal pezzo di lastra che si stacca.
Linda ha assistito a tutto sporgendosi dalla 'feritoia' ed ora piange letteralmente di gioia. Le corri incontro e prendi a scavare di nuovo nelle macerie che vi separano. Adesso che si intravede la luce in tutti i sensi non senti né stanchezza né fame né ferite: hai tutta l'energia che ti occorre per liberare Linda e portarla dalla tua parte, verso la salvezza.
La sera è calata da un pezzo quando riuscite a ricongiungervi ed arrampicarvi fino al passaggio.
Mettete la testa fuori e respirate a pieni polmoni l'aria fredda e terrosa della notte. Finalmente! Solo una volta usciti allo scoperto vi rendete conto con sgomento di come si è ridotto l'hangar.
La luce della luna irradia un paesaggio sconvolto, dove della vecchia struttura rimane in piedi solo lo scheletro esterno. Vi si stringe il cuore ma non potete soffermarvi a piangere su ciò che è stato: ora dovete pensare alla vostra salvezza e a quella della Grande Opera. Se avete fatto bene i vostri calcoli questa è l'ultima notte, non c'è un minuto da perdere. Superate le macerie e la boscaglia, arrivate al fiume e ne costeggiate il corso, con un unico obiettivo: raggiungere al più presto la città.
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