In questi ultimi due giorni ha piovuto tanto. Dalle fenditure l'acqua è penetrata sempre più abbondante, a soccorrere la vostra sete ma anche a rendere ancora più disagevole il vostro rifugio. O sarebbe meglio chiamarlo la vostra tomba… Però, ecco, proprio osservando la quantità di fango che si è accumulata sulla tua parte di pavimento hai notato una cosa. Tutta quella terra sta scivolando attraverso una breccia nel muro del corridoio, una breccia anche piuttosto grande. E questo comincia a farti pensare.
Il tunnel si trova al centro dell'edificio, quindi ci dovrebbe essere ancora un'ampia parte di soletta sopra di lui a destra e a sinistra. Ma se la pioggia è riuscita a penetrare fin qui attraverso la terra, non sarà che in qualche punto lì sopra si è aperto un varco in quella soletta?
La tua ipotesi trova riscontro quando osservi la posizione della trave di metallo e i detriti che si è portata dietro. Nella caduta deve aver davvero 'scoperchiato' una porzione di soletta!
D'improvviso quest'idea non ti sembra affatto campata in aria; forse si può intravedere uno spiraglio di salvezza! Sei pieno di entusiasmo ma hai paura di aver sbagliato qualche calcolo, di aver frainteso tutto per un delirio dovuto alla disperazione. Possibile che la soluzione fosse sotto i tuoi occhi?

Concretizzi il discorso parlandone con Linda e la trovi della stessa idea; in due tutto sembra più vero e coi ragionamenti arrivate ad una conclusione unanime. È davvero possibile un passaggio attraverso quel punto. Per ottenerlo però bisogna scavare non poco, e in questo vi verrà in aiuto un oggetto tagliente (pugnale o scheggia di vetro che sia). Tu cominci da subito a scavare mentre Linda, piena di nuova energia, continua l'opera di spostamento delle macerie per strisciare nella tua parte di spazio. Così ti raggiunge, ti abbraccia a lungo incurante del fango che ti ricopre, ed è pronta a darti il cambio non appena il tuo corpo reclamerà un po' di riposo. La mente no, quella è già oltre la superficie e non si fermerebbe un secondo.

La sera è calata da un pezzo quando incontrate finalmente il vuoto oltre la terra. Uno per volta mettete la testa fuori e respirate a pieni polmoni l'aria fredda e terrosa della notte. Finalmente! Solo una volta usciti allo scoperto vi rendete conto con sgomento di come si è ridotto l'hangar.
La luce della luna irradia un paesaggio sconvolto, dove della vecchia struttura rimane in piedi solo lo scheletro esterno. Vi si stringe il cuore ma non potete soffermarvi a piangere su ciò che è stato: ora dovete pensare alla vostra salvezza e a quella della Grande Opera. Se avete fatto bene i vostri calcoli questa è l'ultima notte, non c'è un minuto da perdere. Superate le macerie e la boscaglia, arrivate al fiume e ne costeggiate il corso, con un unico obiettivo: raggiungere al più presto la città.

>>>