Il rullo del tamburo sale e vi cattura fin da subito attraverso le cuffie, in nitido assolo; poi passa in secondo piano, facendosi accompagnamento all'incalzare di una melodia sempre più trascinante. E ritorna, a tratti, potente nel suo battito. Linda ti ha stretto più forte la mano e il calore si irradia nel tuo corpo in ogni dove. Sei in bilico tra scivolare completamente su di lei o seguire il richiamo della ragione, che ti dice che siete qui per un compito ben preciso (e avete gli occhi di tutti addosso).
Lei è forse più forte o distante di te, perché mentre la musica comincia a morire lascia la tua mano e mostra al D.J. il pollice alzato. Per lei e anche per te questo pezzo è perfetto, il suono del tamburo è chiaro e coinvolgente… anche troppo coinvolgente. Nell'incertezza tua e di Linda si consumano gli ultimi secondi prima che qualcuno bussi alla vostra sfera e voi, abbandonate le cuffie, gli lasciate spazio. Tornare al marasma della discoteca ti procura una leggera nausea e la sensazione di aver perso un'altra occasione. Ma avete ciò che cercavate: il D.J. vi riconsegna la chiavetta su cui ha copiato il file musicale e siete liberi di tornare… dove? In mezzo agli altri, con Max-cane-da-guardia? No, il vostro tempo insieme non è ancora finito: ai margini della boscaglia fuori di lì vi aspetta il taximatic che vi porterà subito a casa, non sarebbe prudente restare a ballare fino all'alba (la chiavetta potrebbe perdersi…). Dunque cercate il gruppo degli altri per avvisarli che è tutto ok e salutarli e vi viene naturale, mentre vi fate largo tra la gente, tenervi per mano. E altrettanto naturale sciogliervi prima di comparire davanti alla phalanx.
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