3.145

 


Ti lanci sull'arma con entrambe le mani e ci metti tutta la forza… ma i muscoli che si tendono intorno alla tua ferita moltiplicano il dolore e cedono, lasciando all'O.P. il tempo di colpirti alla tempia con una capocciata d'acciaio. Rimani a terra attonito, il sangue che comincia a colarti dal naso. Poi uno sparo squarcia l'aria e Linda cade, insieme al tuo cuore, sul corpo dell'O.P.
Ogni dubbio si scioglie quando l'uomo si scosta e rialza mentre lei rimane immobile, riversa sul pavimento. Strisci verso quel punto, incapace di sollevarti sulle braccia e persino di gridare, con la bocca invasa dal tuo sangue. E fissi quello di Linda che lentamente si allarga sotto di lei. Un calcio acuminato nella caviglia pone fine anche a questo tuo inutile movimento e un attimo dopo i tuoi polsi si chiudono in un paio di manette.
"Io SO chi sei!" ti dice l'O.P. Poi scandisce il tuo nome e sentirlo pronunciare da quella bocca ti nausea. Vorresti non essere tu, non essere quel nome, il nome del responsabile di… non riesci neanche a pensarlo ma è lì davanti ai tuoi occhi la tragedia, Linda senza più vita.
Ora ricordi dove l'avevi già visto, prima ancora dell'incidente della bibita, e sai che da tempo ti seguiva. Da quell'unico errore, probabilmente, commesso quel giorno mentre passavi lungo il parco… La musica continua a rimbombare attraverso il freddo del cemento e della tua anima, una musica senza più significato se non la sconfitta totale. Fredde sono anche le sue istruzioni - date al cellulare senza mai perderti d'occhio - eppure velate a tratti da un'eccitazione trattenuta.
"Detective 4J5, comunicazione urgente. Sospetto catturato. Richiedo rinforzi, venire in posizione, in tenuta d'attacco massivo. Dettagli nel prossimo report".
Finalmente ha raggiunto il suo scopo, ha dimostrato che la sua pista era giusta… Quanto compiacimento nel suo sguardo spietato. "Li sento questi suoni. Non vuoi dirmi cosa succede, razza di degenerato? Bene, tanto lo scopriremo noi".

E come un nulla senza possibilità, come la morte del nulla dopo che il sole si è spento, come un eterno silenzio senza futuro e senza speranza, risuona dentro di noi il nero.
(W. Kandinsky, Lo spirituale nell'arte)