In un momento di ritrovata lucidità provi a riconsiderare tutto ciò che avete a disposizione: ci sarà pur un modo di raggiungere quel maledetto finestrino. Così ti viene in mente un'idea e ragionando insieme a Linda la perfezioni. Richiede una paziente preparazione, ma se funzionerà sarete davvero salvi.
Come prima cosa costruisci una corda intrecciando alcune lenze da pesca trovate nell'armadio del capanno. Il risultato ti soddisfa: è bella robusta e con l'amo che hai fissato ad un'estremità puoi cercare di agganciare l'occhiello del finestrino. Ora ci vuole concentrazione e una buona mira. Non riesci ai primi tentativi, ma la posta in gioco è troppo alta e non smetti di provare, cambiando posizione e tecnica di lancio, finchè l'amo si incastra nel punto giusto. Perfetto, sembra tenere bene! Ora non ti resta che verificarlo di persona issandoti fin lassù.
E qui entra in gioco la seconda parte del piano. Poiché il finestrino si apre verso l'esterno, tu non potrai reggerti a lui e allo stesso tempo spingerlo… allora l'unico modo per uscire è quello di infrangerne il vetro. Lo fai con un paio di colpi di pistola ben centrati. I frammenti di vetro scivolano a terra lungo la 'parete' obliqua del soppalco caduto, quella su cui ora ti appoggi per cominciare la salita. Con le mani fasciate da pezzi di stoffa stringi la corda e prosegui, incurante del dolore alla gamba e della fatica. Non vedi che quel quadrato di cielo sopra di te, un quadrato di luna piena che attende benevolo il tuo arrivo.
Infine la tua mano riesce a raggiungere il bordo del finestrino: ti ci aggrappi con un ultimo sforzo, ferito dai frammenti di vetro ma libero. Ti slanci fino sul tetto, ti ci butti disteso e respiri a pieni polmoni l'aria fredda e terrosa della notte. Finalmente! Con un urlo di gioia segnali a Linda che ce l'hai fatta. Poi, ripreso un respiro normale, scendi dal capanno con l'aiuto di un albero.
Usi tutti i mezzi a tua disposizione – le mani, la pistola, un'ascia trovata nella legnaia – per smontare l'ostacolo che l'O.P. aveva messo davanti alla soglia del capanno. Alla fine sei stremato e pieno di graffi, ma puoi aprire la porta ed accogliere l'abbraccio di Linda che ti vola addosso. Piangete in silenzio lacrime di gioia. Ma non potete attendere oltre, ora dovete pensare alla vostra salvezza e a quella della Grande Opera. Se avete fatto bene i vostri calcoli questa è l'ultima notte, non c'è un minuto da perdere. Trascinate le canoe fino al fiume, riprendete un poco di forze e poi vi mettete in acqua, pagaiando con un unico scopo: raggiungere al più presto la città.
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