Un'ora più tardi finalmente posate piede sul pianoro su cui sorge il monastero, dopo aver arrancato tra gli infiniti abeti e per erte pietrose. Nel salire vi siete resi preso conto della presenza di qualcuno in quei luoghi: infatti vi siete imbattuti in sentieri tracciati e di sicuro puliti di recente.
Il monastero è una curiosa struttura che mescola elementi in pietra ed altri in legno, austera ad un primo sguardo ma variegata e insolita ad un'occhiata più attenta. Le mura si estendono per una notevole ampiezza – l'altopiano è più grande di quanto si potesse intuire dal basso – e mostrano di innalzarsi in livelli diversi, con torrette disposte in più punti. L'aria è piuttosto fredda, ma il sole è al pieno della sua altezza e rende tutto sommato piacevole il luogo.
Ti siedi su una roccia e riprendi fiato, osservando quello strano edificio e ascoltando un leggero tintinnio che sembra provenire dal suo interno. Anche Max riprende le forze e beve qualche sorso d'acqua, poi si alza per primo ad indagare la struttura dell'edificio. Al centro di questo lato si staglia un portone di legno: l'ingresso, con tutta evidenza. Su quella pietra al sole ci stai tanto bene, ma ti fai forza e lo raggiungi.

>>>