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Batti i pugni con forza sul portone – dev'essere bello spesso – e li odi rimbombare dall'altra parte.
Per un attimo non succede niente, poi un clangore improvviso vi fa trasalire. Dalla vibrazione del portone sembra che qualcosa di metallico e pesante stia scivolando dietro di esso…
"No, che hai fatto!!" esclama Max "stanno bloccando l'ingresso!"
"Ma come… non chiedono prima chi è??"
Max ti risponde con un'occhiata glaciale. "Era meglio riflettere prima di agire. Ora è troppo tardi!"
Le sue parole taglienti non sembrano lasciare alternative e ti gettano nella confusione.
"Non sarà così grave… adesso cerchiamo di farci sentire, gli diciamo che siamo della K…. gli mostriamo i tatuaggi…" farfugli.
"No, non c'è più niente da fare. Se hanno ideato questo sistema di difesa ora certamente saranno in allerta, fingeranno che non ci sia nessuno qui dentro…"
Purtroppo Max ha ragione. Girando intorno all'edificio non trovate altri passaggi. Disperato, tenti il tutto per tutto scoprendoti il braccio tatuato e porgendolo alla vista di tutte le finestre di torre che vedi; ma anche questo tentativo è vano. Tutto è immobile e muto, tranne il vento che sferza l'altopiano. Il vostro viaggio si è rivelato inutile. Dopo un ritorno in città ancora più silenzioso dell'andata (Max ha ovvie ragioni per evitare di parlarti) rimarrai chiuso definitivamente in casa, mentre qualcun altro verrà inviato a tentare là dove avete fallito. Ma non è detto che sarà più bravo di voi…