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Voglio vederti danzare
come le zingare del deserto
con candelabri in testa
o come le balinesi nei giorni di festa.
Voglio vederti danzare
come i Dervisches Tourners
che girano sulle spine dorsali
o al suono di cavigliere del Katakali.
E gira tutt'intorno la stanza
mentre si danza, danza…

( Franco Battiato - versione remix e non)

…e gira tutta la stanza mentre si danza, danza… e Guido e Luca muovono la bocca insieme alla tua a ripetere il ritornello della canzone e ti trascinano con loro saltando al suo ritmo ossessivo.
Tu segui i loro movimenti, ancora un po' impacciato ma sempre più arrendevole alla forza della musica. Chi dovesse vedervi ora penserebbe a tre pazzi che saltano nel bel mezzo di un salotto agitando le braccia e facendo strane smorfie con la bocca. Perché ovviamente tutto deve avvenire nel massimo silenzio: auricolari per tutti e guai a cantare per davvero. Ma come, come si può fare a non far trapelare cosa si sente – in tutti i sensi? Come si può fuori di qui, se nemmeno è concesso lasciarsi andare a questa liberazione che è la danza?
Cosa sia la danza l'avevi già intuito leggendo Kandinsky, ma lo stai comprendendo appieno solo da qualche giorno, quando Linda ha consegnato al Topo questa canzone per te perché ti introducesse a ciò che vedrai in discoteca.
"Credimi, uno che non ci è mai stato rischia di sentirsi male" ti ha confermato lui. "Questo brano ti preparerà a scatenarti… o perlomeno a vedere gli altri scatenati. E poi Linda ha scelto bene: la canzone stessa è un inno alla danza. Ti ha messo anche la versione originale, sentirai".
Ed è proprio dalla prima versione che hai cominciato l'ascolto, tanto per fare le cose graduali. Poi hai lasciato che i tuoi amici ti trascinassero nel vortice del ballo più tumultuoso, quello che a quanto pare ti circonderà nella discoteca. Subito ti sono sembrati ridicoli, ma poi hai cominciato a provare anche tu in solitudine… lasciarti andare completamente a quel richiamo che già sentivi e che ti faceva tenere il tempo con un piede, con una mano, con la testa… no, non è poi così male. Non è per niente male. E senti che può essere di più, che (il corpo) può diventare arte.

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