Melissa pare apprezzare il tuo comportamento e resta così appoggiata a te, mentre scambiate qualche chiacchiera di circostanza col barista e con la sua aiutante - una donna appena più giovane di lui. Non hai ancora capito se questi due sono persone di fiducia, confratelli della K., oppure non c'entrino niente e perciò dobbiate ingannarli. Non riesci a capire nemmeno come la musica e i musicisti possano collocarsi in questo squallido bar di banchina.
Melissa ti sta fin troppo appiccicata, con quella sua nuvola di capelli ricci che invade il tuo spazio vitale… Ti senti mancare l'aria e sei piuttosto confuso. Ad un tratto lei ti bisbiglia qualcosa all'orecchio: "Ora stai attento".
Segue uno strano scambio di gesti: Melissa indica la porta delle toilettes e il barista risponde battendo sul bancone due volte il pugno destro e poi quattro volte il sinistro. La tua amica ti lancia uno sguardo d'intesa come ad essere sicuro che tu abbia capito, poi ti fa cenno di seguirla verso il bagno. Incrociate un ragazzo che sta uscendo, poi vi trovate in un piccolo vano su cui si affacciano tre porte di altrettanti gabinetti.
"Allora intesi, dopo che sono entrata fai come me" bisbiglia Melissa al tuo orecchio prima di avvicinarsi alla porta più defilata, su cui campeggia la rudimentale scritta 'GUASTO'.
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