Melissa percepisce il tuo imbarazzo e sceglie di non si allargarsi più di tanto, limitandosi a tenersi accanto a te e sfiorarti ogni tanto la schiena. Ancora non sei certo di cosa ci sia dietro questi gesti… Scambiate qualche chiacchiera di circostanza col barista e con la sua aiutante - una donna appena più giovane di lui. Non hai ancora capito se questi due sono persone di fiducia, confratelli della K., oppure non c'entrino niente e perciò dobbiate ingannarli. Non riesci a capire nemmeno come la musica e i musicisti possano collocarsi in questo squallido bar di banchina.
In quel momento una mano ti piomba sulla collottola facendoti sobbalzare di spavento.
"EHI, CIAO!"
Voltandoti di scatto visualizzi l'autore di questo 'simpatico' saluto: un uomo sulla quarantina, una faccia comune che non ti dice niente. Hai ancora il cuore in gola e cerchi a fatica di recuperare lucidità, fissi quel volto con aria interrogativa e continui a non focalizzare chi sia.
Anche lui, ritto nel suo cappotto beige e con la mano ancora appoggiata alla tua spalla, è passato dal sorriso gioviale ad un'espressione perplessa; ti fissa per qualche secondo e poi conclude biascicando: "No… scusa… ti ho scambiato per un altro".
"Fa niente" rispondi tu – anche se la botta 'amichevole' te la senti ancora adesso.
Altri sei occhi sono puntati su di lui a scrutarlo.
"Sembravi un mio amico che mi ha dato appuntamento qua…" ribadisce l'uomo solcando l'aria con dei gesti vaghi, l'ultimo dei quali può essere interpretato come un saluto prima di allontanarsi dal bancone.
"Lo conosci?" ti chiede Melissa sospettosa.
"Ma no, assolutamente".
"E tu ne sai qualcosa?" chiede Melissa al barista.
"No, non l'ho mai visto qui. Mi sembra un po' bevuto, comunque".
"E anche un po' troppo maturo e benvestito per essere nostro cliente" aggiunge la sua collega.
"Tenetelo d'occhio" si raccomanda Melissa.
L'uomo in ogni caso ha ordinato una birra e si è seduto ad un tavolino, siete fuori dalla sua vista e, pare, dalla sua attenzione. Tornate ai vostri discorsi e di lì a poco Melissa ti bisbiglia qualcosa all'orecchio: "Ora stai attento".
Segue uno strano scambio di gesti: lei indica la porta delle toilettes e il barista risponde battendo sul bancone due volte il pugno destro e poi quattro volte il sinistro. La tua amica ti lancia uno sguardo d'intesa come ad essere sicuro che tu abbia capito, poi ti fa cenno di seguirla verso il bagno. Incrociate un ragazzo che sta uscendo, poi vi trovate in un piccolo vano su cui si affacciano tre porte di altrettanti gabinetti. "Allora intesi, dopo che sono entrata fai come me" bisbiglia Melissa al tuo orecchio prima di avvicinarsi alla porta più defilata, su cui campeggia la rudimentale scritta 'GUASTO'.
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