Quel particolare si rivela essere una porta segreta, azionata dalla signora Carola con un qualche meccanismo nascosto nella libreria che in parte la ricopre. Segui stupito la tua ospite all'interno di quella che ti appare come una piccola stanza senza finestre, piena di scaffali con libri e altro materiale cartaceo. La signora si fa largo in mezzo a quelle strutture, giungendo fino ad un mobile dalla strana forma accostato al muro. Ne sfiora la superficie scura, lucida, poi si rivolge a te: "Ecco il mio pianoforte. Sono una pianista, io".
Ti avvicini per osservare meglio questo strumento, il primo che vedi di persona. Le mani della signora fanno scattare la superficie più bassa dell'oggetto, sollevandola come un coperchio: ecco venire alla luce una curiosa sequenza di elementi bianchi e neri che ti ricorda un codice a barre. L'osservi quasi ipnotizzato, come a volerci leggere un messaggio cifrato.
"La stanza è completamente insonorizzata, quando vengo qui a suonare nessuno deve sentire la minima nota dall'esterno. Anche mio padre era un pianista, è stato lui a insegnarmi di nascosto" prosegue Carola. "Invece tuo nonno era più per le arti visive: fotografia, scultura… sì, soprattutto scultura. Nella K. c'erano altri ragazzi, una scrittrice, una pittrice anche mi sembra…"
Mentre divaga in questo modo, noti che le sue dita stanno premendo leggermente sugli elementi del pianoforte producendo così una modulazione sonora. Istintivamente anche tu allunghi la mano; "posso?" chiedi alla signora, ma le tue dita stanno già sfiorando quella lucida superficie.
Ma certo, sono tasti! I tasti di cui parla Kandinsky in quella frase che ti è rimasta così impressa, com'è già che dice?
"Il colore è il tasto. L'occhio è il martelletto. L'anima è un pianoforte con molte corde. L'artista è la mano che, toccando questo o quel tasto, fa vibrare l'anima".
Vorresti pronunciare questa frase ad alta voce, ma non sei sicuro di ricordarla bene e poi temi di essere inopportuno. In pochi secondi decidi e…
…segui il tuo istinto riportando alla signora la suggestiva frase del pittore. Vai al paragrafo 3.24
…resti in silenzio, tenendo per te quel pensiero. Vai al paragrafo 3.25