…ma ti schianti contro il metallo ormai giunto a fine corsa. Maledizione!
Sporco ed acciaccato torni velocemente al fondo del corridoio per scoprire che anche Linda non è riuscita a passare. Vi siete fatti mettere in trappola. Altre paratie si stanno abbassando, ne udite l'eco sinistro: l'O.P. ha trovato il modo di manovrarle e, dovunque voi foste, impedirvi ogni possibilità di uscire.
Ti accasci con la testa tra le mani, incredulo, mentre Linda cammina su e giù per la stanza.
"Ok, ragioniamo con calma" dice più a se stessa che a te. Si concentra sul cellulare del detective, ripulendolo dal fango. "Questo ce l'abbiamo noi, quindi ci metterà un po' per chiamare i rinforzi".
La sua espressione si trasforma dopo pochi secondi di osservazione dello schermo. "Mio Dio, ti ha messo un controller!!"
"Un… ma che significa?!" fai tu mettendoti in allarme.
"Un controller, un'antennina sottopelle… guarda qua" ti fa lei mostrandoti il cellulare.
Da quello che puoi capire c'è proprio un segnale che indica la tua posizione, solo che in questo momento è praticamente sovrapposto al segnale dell'O.P. "Questa sigla, A.S., mi fa preoccupare: significa che il controller è anche uno scanner. Sta prelevando il tuo DNA, o forse l'ha già fatto. Se i dati vengono trasmessi anche alla centrale dell'Ordine Pubblico siamo proprio nei guai".
"Sul serio?" Non riesci a credere che l'O.P. utilizzi dei metodi simili. Un brivido ti percorre le vene al pensiero di avere nel corpo qualcosa di tanto subdolo e potente.
"Ma certo!" lo sguardo di Linda si accende cupamente "Te l'ha messo nel collo, quando ti ha dato quel coppino su al bar!"
D'istinto ti porti la mano sulla nuca, là dove ti aveva colpito. "Com'è fatto questo controller?"
"E' piccolissimo" dice lei mostrandoti la punta di un'unghia "aderisce come un adesivo e poi si spinge facilmente nella pelle. Dopo qualche tempo fuoriesce da solo e tu magari nemmeno te ne accorgi". Stai percependo un leggero rigonfiamento e ti fai l'idea che sia proprio quello. "Qui non c'è niente con cui possa togliertelo. Dobbiamo sperare che il contatto sia solo col cellulare col detective… Aspetta, provo a dare un'occhiata".
Resti in attesa aggrappato alla griglia mentre lei smanetta col telefonino.
"Oh, NO. Hanno i tuoi dati. Il detective sospettava fossi proprio tu…" esclama Linda.
"Sì, mi ha chiamato per nome". Hai un sentore di colpevolezza in tutto questo e non vorresti essere tu a peggiorare il quadro della situazione, ma non puoi omettere un dettaglio così importante. La vedi alzare solo per un attimo gli occhi al cielo, poi ritorna a concentrarsi sulla ricerca.
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