I giorni seguenti il fiume inizia ad ingrossarsi pericolosamente per la pioggia che cade incessante.
Questi anfratti sono fatti apposta per accoglierne la piena, quindi non vi meravigliate quando l'acqua comincia a penetrare attraverso le grate e ad allagare il pavimento. All'inizio vi tenete all'asciutto spostandovi nella parte più alta dei vani, ma poi anche questo espediente non basta più: siete costretti a bagnarvi in quell'acqua fredda e limacciosa, che da tempo guardavate scorrere davanti a voi. Il livello si innalza talmente che presto non toccate neanche più il fondo, prima vicino alla griglia che vi divide – dove siete tornati in preda allo sgomento – poi persino nella zona alta.
Tanto vale a quel punto restare uniti, aggrappandovi alle sbarre ancora asciutte e cercando di ragionare su come salvarvi.
Si dice che la necessità aguzzi l'ingegno e forse è per questo che ora, sospeso e tremante, ti accorgi di un elemento che finora avevi trascurato. Sul soffitto, ormai sempre più vicino, c'è quella botola con una catena che pende. Solo che adesso la catena potresti quasi raggiungerla. Quasi… infatti non ci arrivi, neanche sforzandoti. A questo punto se l'acqua si alzasse ancora sarebbe un vantaggio, perché ti sei convinto che tirando quella catena la botola si aprirebbe… verso la vostra salvezza. Ma la pioggia ha smesso di battere e probabilmente tra non molto il fiume si ritirerà nel suo letto. Devi tentare il tutto per tutto ORA.
E ti viene in mente qualcosa che avevi visto nella custodia della tromba: un attrezzo lungo e incurvato, 'uno scovolino per pulirla' ti aveva detto Linda. Con quello potresti tentare di agganciare la catena… A fatica riesci a tirarlo fuori dalla custodia senza far entrare acqua, poi provi. Non riesci ad afferrarla subito, ma quando lo fai e tiri la botola si apre e… massimo della fortuna, sotto di essa si srotola una scala di corda!
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