La segui fino ad un tavolino libero che diventa vostro. Sono tutti appassionati di musica e sembra così facile stare in mezzo a loro… qui sei libero, puoi essere te stesso. Linda ti spiega che finita l'esibizione potrete parlare coi musicisti e poi si lancia in un discorso fuori dalla tua portata sul loro 'stile', che a suo dire spazia tra "jazz, swing e musiche folkloristiche".
Non capisci nulla di quello che dice ma potresti ascoltarla – diciamo guardarla - all'infinito. È inutile, quando parla di arte si illumina di una passione che ogni volta ti incatena. Qui però l'atmosfera fa la sua parte e l'incanto è anche tutt'intorno a voi. La superficie del tavolino è un'esplosione di colori: guardi meglio e capisci che si tratta di uno specchio, tutti i tavoli sono specchi rotondi che riflettono il soffitto, completamente dipinto come un enorme quadro astratto. È come essere immersi in musica e colore: qualcosa di simile a ciò che dovrete comporre per la Grande Opera.

Torni a Linda e senza pensarci avvicini la tua mano fino a sfiorare la sua. Non sfugge a quel contatto, resta invece immobile ed anzi lascia che le dita poco a poco si intreccino, in un gioco di riflessi che le moltiplica. Stavolta riesci a sostenere, meglio ancora a catturare il suo sguardo per qualche secondo di magnetica sospensione. Poi Linda trasalisce, distoglie gli occhi e si alza con la scusa di procurarvi qualcosa da bere.
La segui con lo sguardo mentre si avvicina al bancone e rimani sorpreso: il barista è quello del locale di sopra! Che abbia lasciato il bar ufficiale alle cure della sua collega? Ma poi noti qualcosa che ti lascia a bocca aperta: accanto a lui c'è uno schermo che mostra cosa avviene al piano di sopra… e lì c'è di nuovo lui! Non può essere… c'è qualcosa di surreale in ciò che ti circonda, forse in realtà è tutto un sogno…

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