3.279

 


In un primo momento riesci a recuperare un po' di spazio, ma è un'illusione: i corpi si accalcano senza cognizione della tua presenza, inciampano su di te, ti schiacciano a terra. In breve ti ritrovi calpestato in ogni dove e cerchi di ripararti piegandoti su te stesso e coprendo la testa.
Hai la percezione di essere completamente bagnato e che potrebbe benissimo essere il tuo sangue.
Invece si tratta di acqua: quella che rapidamente sta affluendo dal fiume all'interno della sala.
Oltre le grida della gente riesci a sentire l'ultima sentenza dell'O.P.: "Lasciamoli qui a marcire, questo branco di degenerati!"
Altre botte, inconsapevolmente pietose, ti tramortiscono prima che tu possa renderti conto di affogare.

E come un nulla senza possibilità, come la morte del nulla dopo che il sole si è spento, come un eterno silenzio senza futuro e senza speranza, risuona dentro di noi il nero.
(W. Kandinsky, Lo spirituale nell'arte)