Dovete attendere ancora qualche minuto – e qualche decimetro di acqua in più – perché possiate farvi sentire anche a voce e sciogliere la diffidenza dei due ragazzi impauriti. Un tempo infinitamente lungo per voi, immersi fino al collo nell'acqua gelida e melmosa, tremanti e impegnati a reggervi con le unghie ai bordi del finestrino e alla custodia galleggiante. Unica consolazione la vostra vicinanza, il calore che provate a darvi col corpo e col fiato.
Finalmente vedete schiudersi lo sportello e urlate ancora più forte i vostri nomi; mani e voci si accavallano a chiamarvi, siete in salvo! Se il finestrino tiene l'acqua bene quanto i suoni sarete in una botte di ferro. Per prima cosa Linda fa passare la tromba, poi vorrebbe far spazio a te ma tu non ci pensi neanche a precederla: ti immergi sotto di lei per spingerla più in alto e farsi agganciare dalle braccia dei musicisti. Per ultimo ti infili tu.
Hai la sensazione di risvegliarti da un incubo: il passaggio dall'acqua all'asciutto, dal rumore al silenzio, persino l'immediata sensazione di calore… è qualcosa di incredibile. Due paia di braccia ti afferrano e sostengono mentre ti lasci cadere e ti guidano delicatamente a terra. Nel buio più assoluto senti richiudersi il finestrino e dietro di esso il frastuono e la potenza dell'acqua.
Respiri profondamente e ti senti finalmente al sicuro.

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