Spezzare le sbarre? Impossibile, non avete niente di così potente. Fonderle? E con quale fiamma? No, non è fattibile. Corroderle? Già, quest'ipotesi non è affatto da scartare! Tu non sapresti proprio come fare, ma il caso vuole che Andy sia un chimico e sappia con quali elementi comuni si può ottenere quel risultato. Nello sgabuzzino-bagno ci sono dei prodotti per la pulizia e lì la violinista trova ciò che fa al caso vostro; combinandolo con un altro elemento estratto dall'impianto del congelatore riesce ad ottenere una miscela corrosiva abbastanza potente e mirata.
Ci vuole un po' di tempo, ma poi il metallo si assottiglia così tanto da permettervi di spezzarlo.
Di lì a poco attraversate il passaggio e vi ritrovate tutti dall'altra parte, in un vano spoglio dal pavimento leggermente inclinato che risale verso un corridoio. Non ci potete ancora credere, siete liberi! Vi abbracciate quasi piangendo di commozione. Poi tu parti in avanscoperta con la lampada di emergenza alla mano – ormai è calata la sera e luna e lampioni non arrivano a rischiarare questi anfratti sotterranei.
Il corridoio gira a sinistra; poco più avanti noti dei pioli di metallo lungo la parete… e lassù c'è una grande botola aperta. Ti arrampichi e ti ritrovi in un vecchio magazzino: dai una controllata in giro prima di tornare dagli altri. È fatta! "Venite, ho trovato l'uscita! Sbuca sulla banchina, ma è deserta, non c'è niente da temere".
Recuperate tutti gli strumenti musicali ed emergete in superficie, nella mente un solo obiettivo: raggiungere al più presto il bunker, perché se ancora c'è una possibilità di organizzare la Grande Opera questa è l'ultima notte utile.

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