Siete saliti di quota, superando i resti di due antiche borgate di pietra fagocitate dal bosco.
Non potete vedere le dimensioni della valle ma l'impressione è che si stia restringendo parecchio: il sole non filtra più come prima, segno che il versante opposto vi fa ombra.
D'un tratto Linda compie un movimento scomposto, alzi lo sguardo e la vedi appesa ad un ramo.
"Tutto bene?" gridi correndo da lei.
Con un balzo si è già riportata a terra e ti fa segno di star fermo: "Attenzione, c'è una buca!"
Osservi anche tu quel punto del terreno, mentre lei prosegue: "Non c'entra con la miniera. E non è neanche la tana di un animale. È quest'albero che ha scavato con le radici… qui sotto deve esserci dell'acqua, le mie orecchie non m'ingannavano!"
Ora che ci fai caso senti anche tu lo scorrere di un ruscello. Continuate cautamente la vostra salita, ma qualche metro più avanti dovete fermarvi: finiti gli alberi, sotto di voi si apre uno strapiombo e sul suo fondo si snoda il torrentello che avevate udito.
"Noo!" esclama Linda. Il suo orologio GPS indica che il monastero è dritto davanti a voi.
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