Ogni gesto dei musicisti è il perfetto riscontro di un movimento sonoro, che ora s'alza ora s'abbassa, corre rapido o rallenta fino a diventare ipnotico. Dunque questo significa suonare!
Osservi i loro volti concentrati sotto la luce che li consacra protagonisti della sala e mentre le volute della musica ti avvolgono, sempre più suadenti, inizi a cogliere il timbro speciale di ogni strumento, come la voce unica di una persona. Comincia così ad esserti più chiaro cosa intendesse Kandinsky con l'associazione di suoni e colori. Una moltitudine di teste e mani oscillano al tuo fianco al ritmo saltellante che ormai ha preso anche te, e nel muoverti ti sorprendi a trovare una certa familiarità con quei suoni. Hai già ascoltato qualcosa di simile…

Sola me ne vo per la città
passo tra la folla che non sa
che non vede il mio dolore
cercando te, sognando te, che più non ho…

Ogni viso guardo non sei tu
ogni voce ascolto non sei tu
Dove sei perduto amore?
Ti rivedrò, ti troverò, ti seguirò.

Io cerco invano di dimenticar
il primo amore non si può scordar
è scritto un nome, un nome solo in fondo al cuor
t'ho conosciuto ed ora so che se l'amor - il vero amor, il grande amor…

(Simona Molinari & Peter Cincotti su Nella Colombo & Gigi Beccaria)

Ma il ritmo cambia ancora e si fa sempre più trascinante, scandito da battiti di mani dei presenti, con sonorità che ti portano al limite estremo della sopportazione emotiva. Cominci a perdere la percezione del tuo corpo, ti avvicini pericolosamente alla sensazione di quel primo impatto con la musica accanto a Linda… A rompere l'incantesimo – o a salvarti dalla follia – ci pensa ancora una volta Max, toccandoti d'improvviso la spalla: "Quanto ci hai messo?! Pensavo ti fossi perso!"

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