È ormai sera, ti appresti a cenare insieme a Luca e Max. Hai avuto tempo di riflettere e pensar bene di tenere per te quello che è successo oggi, non vuoi certo allarmare la K. e passare per un incapace facile preda delle proprie emozioni. Almeno però ora i tuoi ti sanno vivo.
Sorprendi più volte Max ad osservarti ad occhi socchiusi, sai che probabilmente qualcosa in te non lo convince – e non sarebbe certo la prima volta… - ma che pensi ciò che vuole, non ti scucirà niente. Dovrebbe essere soddisfatto che tu abbia fatto il tuo dovere, e infatti non indaga su altro.
Prima che tu possa dar nuova prova di te, stavolta insieme a Melissa, devono ancora passare diversi giorni; un lungo periodo che trascorri segregato nell'appartamento, a incupirti come il tempo del novembre che si snocciola lento fuori di lì. Sei spesso alla finestra e nonostante il grigiore e la pioggia sempre più frequenti staresti più volentieri dalla parte opposta del vetro. Mentre osservi l'acqua scivolarci sopra ti immagini per strada, libero eppure ugualmente infelice…
…e come lacrime la pioggia
mi ricorda la sua faccia
io la vedo in ogni goccia
che mi cade sulla giacca.
…
Canzone, trovala se puoi
dille che l'amo e se lo vuoi
va' per le strade e tra la gente
diglielo veramente
non può restare indifferente
e se rimane indifferente non è lei.
(Lucio Dalla)
Infine giunge il momento di rimettersi in azione; quale sarà la tua meta?
Il monastero. Vai al paragrafo 3.61
Il klub. Vai al paragrafo 3.197
La discoteca. Vai al paragrafo 3.216