3.66

 


Batti i pugni con forza sul portone – dev'essere bello spesso – e li odi rimbombare dall'altra parte. Per un attimo non succede niente, poi un clangore improvviso vi fa trasalire. Dalla vibrazione del portone sembra che qualcosa di metallico e pesante stia scivolando dietro di esso… "Maledizione!" esclama Melissa "stanno bloccando l'ingresso!"
"Ma come… non chiedono prima chi è??"
Melissa non ti risponde e continua a inveire contro se stessa e te, senza darsi pace. "Come ho fatto a non pensarci?? E tu perché non mi hai dato tempo di riflettere? Maledizione!!"
"Non sarà così grave… adesso cerchiamo di farci sentire, gli diciamo che siamo della K…. gli mostriamo i tatuaggi…" tenti di recuperare, mortificato.
"No, non c'è più niente da fare. Se hanno ideato questo sistema di difesa ora certamente saranno in allerta, fingeranno che non ci sia nessuno qui dentro…"

Purtroppo Melissa ha ragione. Girando intorno all'edificio non trovate altri passaggi. Disperato, tenti il tutto per tutto scoprendoti il braccio tatuato e porgendolo alla vista di tutte le finestre di torre che vedi; ma anche questo tentativo è vano. Tutto è immobile e muto, tranne il vento che sferza l'altopiano. Il vostro viaggio si è rivelato inutile. Dopo un ritorno in città ancora più silenzioso dell'andata (Melissa ha ovvie ragioni per evitare di parlarti) rimarrai chiuso definitivamente in casa di Max, mentre qualcun altro verrà inviato a tentare là dove avete fallito. Ma non è detto che sarà più bravo di voi…