3.9

 


Max alza un sopracciglio, la tua affermazione deve averlo colpito. Sì, sei sicuro di aver dato un dettaglio fondamentale! Ma la sua reazione è inaspettatamente guardinga: "Ah sì? Ma tu come fai a sapere che Linda ha un… una voglia proprio lì?"
Sentendoti stranamente sotto accusa cominci a confonderti e a farfugliare: "Ma lì… dove? Io volevo dire qui…" indicandoti il braccio.
"Sì, appunto! Che credevi? Ma insomma, come hai fatto a vederle quel punto del braccio?"
Il suo tono di voce si sta alzando, quasi impercettibilmente ma si sta alzando, e tu ti senti sempre più a disagio. "Ma… si era fatta male mentre eravamo là a M. e…" riesci a biascicare.
Max scuote la testa. "Come faccio a crederti, me lo spieghi?"
"Ma sì, chiedi a Linda e te lo confermerà, solo una sbucciatura ma…"
"No, intendevo dire come posso credere che tuo nonno avesse quel segno. Certo, l'hai visto su di lei e hai pensato bene di farlo comparire su tuo nonno, casomai c'entrasse qualcosa! E forse hai anche capito cos'è, vero?"
"Ma no, no, cosa ti viene in mente…" replichi esterrefatto.
Max cambia nuovamente atteggiamento, appena prima che tu cominci a perdere le staffe: "Non voglio dire che sia così per forza, no, magari è un caso, una suggestione… o magari è tutto vero…" e prima che tu possa dire la tua alza la mano e prosegue: "…non importa, non precipitiamo le cose, pensiamoci su. Ne riparliamo domani, ok?"
Cosa puoi dire a tua discolpa? Ha già detto tutto lui, ogni versione è stata vagliata dalla sua mente!
Tanto per cambiare ti sei ritrovato come un pupazzo nelle sue mani, ed ora spetterà a lui il giudizio finale. Più tardi, mentre cerchi di prendere sonno, realizzi che non hai saputo nulla di nuovo su Milton e che probabilmente quello che sapevi tu, l'hai detto nel modo sbagliato. La notte trascorre agitata da incubi in cui ti dibatti in mezzo a invisibili spire, impotente e cieco come ti senti ora. Domani, forse, potrai emergere alla luce…

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