Fantastico. Spettacolare. Sbucato dalla botola terminale rimani a bocca aperta di fronte a ciò che si apre davanti a te. Il salone, più grande di come immaginavi, è immerso in un'oscurità attraversata da bagliori e luminescenze dai colori più disparati. Al centro assoluto sorge una larga colonna, punto focale di tutto l'ambiente, culminante in una semisfera trasparente e luminosa dentro cui siede un uomo. Per un primo momento non riesci a staccare gli occhi da quel globo, ma poi ti accorgi che quelle luci lungo il perimetro del locale sono in realtà altrettante sfere luminescenti… che allo stesso modo ospitano delle persone!
"Vieni, andiamo a ballare!" ti chiama Linda dal basso.
Dal basso? È vero, la gente che hai visto muoversi intorno alla colonna centrale è in una sorta di arena, due gradoni in discesa ti separano da Linda e dagli altri. La musica… la musica dirompe dappertutto, è lei che domina la scena e che muove al proprio tempo le figure danzanti nell'arena.
Per qualche secondo rimani ancora sul ciglio degli scalini ad osservare, stordito dalla sua potenza, come se fossi davanti ad un'immagine a te esterna… un grande quadro brulicante di vita. Il suono, nuovo e sconosciuto, ti avvolge da ogni parte e il suo battito vitale rimbomba con prepotenza attraverso il pavimento, salendoti nel sangue. Poi ritrovi il volto di Linda laggiù, unico tra tutti a cercarti, con quei capelli già scarmigliati e gli occhi come le stelle sparse sul soffitto. Ti sorride, alza la mano e non sa che l'hai già vista, che anzi non vedi più altro lì dentro, e sull'onda di un sussulto musicale ti lanci nella mischia per non perderla più.

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