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Il cunicolo è largo appena per avanzare carponi; dopo circa un metro però si interrompe, o meglio si trasforma in un passaggio verticale – di cui non vedi la fine. Tastando con le mani verifichi la presenza di pioli; però non riesci a girarti nella posizione giusta per scendere, devi arretrare fino alla griglia e poi rientrare andando a marcia indietro. Nel breve momento in cui ti ritrovi all'aperto hai tempo di vedere che il secondo O.P. è tornato alla postazione e si sta agitando intorno al corpo del primo – non ti ha visto – mentre un elicottero sta arrivando a bassa quota a sconvolgere d'aria e luce il fogliame del bosco. Rientri immediatamente e raggiungi la scaletta, che ti porta per qualche metro sottoterra. L'edificio sembra squassato da sinistri rumori metallici e tonfi pesanti che lo fanno tremare come in un terremoto, più volte perdi quasi la presa sui pioli. Infine tocchi terra e ti giri.

Sei all'inizio di un lungo corridoio illuminato da rari neon, e laggiù vedi chiaramente la colonna del totem con la sua sfera lucente. Ti avvicini a passi rapidi. Non sai se sperare che Linda sia ancora lì o che sia già fuggita, non sai come uscirete da questa situazione… l'hangar ormai è circondato da tutti i lati. I neon funzionano a singhiozzo secondo le vibrazioni dell'edificio e a tratti scende dal soffitto una polvere di intonaco e fuliggine. In effetti sul soffitto ci sono delle inquietanti crepe da cui riescono a passare perfino i frammenti della volta della discoteca. Ne vedi uno fluttuare davanti ai tuoi occhi: apri la mano e lasci che vi si depositi una piccola stella, scampata alla distruzione totale. Poi alzi lo sguardo e vedi Linda affacciarsi dal totem e fare il tuo nome. Un secondo dopo, il boato più forte che tu abbia sentito precede il crollo del soffitto davanti a te.

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