Ti ritrovi disteso a terra e non sai perché, come se nella tua testa ci fosse stato un black out.
La polvere tutt'intorno ti ricorda ciò che è successo e il tuo primo istinto è quello di muovere gambe e braccia, sapere se sei ancora tutto intero. Un ginocchio ti fa molto male ma riesci a piegarlo e ti sollevi, scuotendoti di dosso i calcinacci. Tossisci via l'aria densa che lentamente si posa sulle macerie, rivelandoti lo scenario di distruzione in cui ti trovi.
Sopra di te un'enorme trave di metallo giace inclinata appoggiandosi su un cumulo di mattoni e cemento semidistrutti. Guardi in ciò che resta del corridoio e scopri che un'altra trave è crollata portandosi dietro altro materiale e chiudendo ogni possibilità di passaggio. Ti sembra di udire qualcun altro tossire… Linda! "LINDA!" chiami angosciato.
Ti arrampichi sul mucchio di macerie nella sua direzione ma il ginocchio ti cede, scivoli e ricadi a terra. Senti Linda chiamarti, dunque è proprio lei ed è viva! Cerchi di focalizzare meglio la situazione per capire come muoverti. Una grossa porzione di soffitto, cadendo, si è piantata di traverso sotto la trave. C'è solo un piccolo punto dove, facendosi spazio tra i mattoni, ci si può avvicinare e forse passare dall'altra parte. Recuperi le forze e stringendo i denti ti sforzi di risalire.

Ecco che finalmente raggiungi lo spiraglio e riesci a vedere di là: Linda è poco più sotto di te, anche lei ti stava venendo incontro e sembra tutta intera… ma prima di cercare i suoi occhi noti con sgomento la polvere e il sangue che ricoprono il suo corpo ed il viso.
"Stai bene?!" le chiedi.
"Sì, riesco a muovermi! E tu?"
"Anch'io". Non è il momento di dirle del tuo ginocchio, piuttosto vuoi pensare a lei: "Ma tu sanguini, sei stata colpita?"
Linda si porta più vicino alla piccola apertura, provando a tranquillizzarti: "Sono solo graffi, la sfera del totem si è rotta in mille pezzi e…" Adesso che è più vicina riesci a vedere proprio una minuscola scheggia di vetro conficcata sulla sua guancia.
"Riesci ad avvicinarti? Ti aiuto a toglierti le schegge". Sei ferito, acciaccato, bagnato, sporco di polvere e fuliggine e non sai come uscirai di qua… eppure nulla conta dal momento che lei è qui sana e salva.

L'unico punto di contatto tra voi è quella sorta di feritoia orizzontale, nella quale fai passare la tua mano nera di fuliggine. Hai quasi timore nel toccare il suo viso con quella mano sudicia, come se potessi contaminare la sua ferita. Linda attende ad occhi chiusi e tu con la massima delicatezza le estrai il pezzo di vetro dalla pelle. Tutt'intorno si è fatto silenzio, al di là di qualche rumore di assestamento più lontano.
"Cos'è successo?" La voce di Linda suona incrinata dal dolore e dalla paura di scoprire una tremenda verità, una verità che già può intuire nel disastro in cui giacete. Le racconti dell'arrivo improvviso dell'O.P. – ultima cosa che lei ricorda – e dell'incendio appiccato di proposito, la fuga nel panico totale… Il tuo racconto la lascia sgomenta: non pensava che l'orrore arrivasse fino a questo punto. Lacrime silenziose scendono a tracciare due solchi sul suo viso impolverato.
Il D.J. è fuggito prima del crollo, intanto lei ha salvato il file musicale sulla chiavetta; ma potrà servire, a questo punto?

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