Tornati al totem vi ci siete arrampicati lungo la scaletta a chiocciola insieme al D.J. Seduto nella sua postazione lui è riuscito in pochi minuti a individuare un paio di brani musicali.
"Per ascoltarli meglio che ne dite di andare in una delle bolle?" propone. "Quella là rossa è libera, vi mando il pezzo e voi mi fate un cenno se vi sembra ok".
"Buona idea!" accetta Linda.
Scendete dalla scaletta e scivolate tra la folla danzante fino ad arrivare alla sfera luminosa. Nessuno vi ha seguito, siete solo voi due ed ora che scoperchiate la bolla e vi ci chiudete dentro lasciate tutto il resto del mondo fuori. Di colpo i rumori della discoteca si fanno più attutiti, anche se la parete di vetro vibra al loro ritmo. Vi accoccolate l'uno accanto all'altra – l'unico modo per stare seduti lì dentro – e Linda ti fa indossare una sorta di copricapo paraorecchie, che probabilmente funziona come un auricolare. I suoni circostanti si allontanano sempre di più, ora non sono che un fruscio di fondo. In quanto alle immagini, si riducono a un movimento indefinito percepito di sfuggita al di là della rossa luminescenza del vetro: i tuoi occhi non sono che per Linda. La aiuti a calzare il suo copricapo e le vostre mani si incontrano insieme agli sguardi, si intrecciano piano, non si sciolgono se non per un cenno che Linda fa in direzione del D.J. Così strette le abbandonate in un punto indefinito dei vostri corpi e cullati dalla concavità della sfera attendete l'arrivo della musica.

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