"E' piccolissimo" dice lei mostrandoti la punta di un'unghia "aderisce come un adesivo e penetra poi da solo nella pelle. Cos'è successo? Ricordi se ti ha toccato in qualche punto?"
"Mi ha rovesciato addosso una bibita, 'per sbaglio'…" Il rumore del fiume è vicino, superate altri arbusti e ve lo trovate di fronte, largo e tumultuoso sotto la luce della luna. "…e poi scusandosi si è messo a tamponarmi il collo bagnato".
Linda ha lanciato il cellulare nella corrente, si volta a guardarti e capisci di aver trovato la risposta.
La tua mano sta già tastando sotto il colletto della giacca, ma non riesci a sentire niente di strano. O forse sì, qui c'è un piccolo rigonfiamento…
"Lascia stare, cerchiamo un posto tranquillo dove posso guardarti per bene ed eliminarlo".
"Perché si può eliminare… così su due piedi?" chiedi.
"Dopo un po' di giorni viene fuori da solo, ma si può… diciamo 'anticipare' la sua fuoriuscita. Ci vuole qualcosa di acuminato per fare una piccola incisione. Va bene anche la spina di una pianta, in mancanza d'altro… vediamo se qua intorno ne troviamo una".
"Ma tu l'hai già fatto?" chiedi con un po' d'apprensione.
Linda, che già s'era rincamminata, si ferma e ti prende la mano tra le sue. "No, ma ho imparato come si fa. Non è più difficile che togliere una scheggia".
Senza aggiungere altro vi inoltrate nella vegetazione, accompagnati solo dal frusciare delle canne e dal verso di un uccello notturno.

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