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Invece sei tu a mollare, schiacciato dalla forza dell'O.P. In un attimo rivolge la pistola contro di te e fa fuoco. Una sola cosa fa sì che non ti prenda in pieno petto: lo spostamento della traiettoria ad opera di Linda, gettatasi su di lui appena in tempo. Un dolore improvviso ti esplode come una cascata di lame nell'alto del braccio sinistro, appena sotto la spalla.

[Perdi 1 punto di abilità psicofisica]

Tenti di sollevarti facendo forza sull'altro braccio e di tamponarti lo squarcio nella giacca; davanti a te l'O.P. giace schiacciato dal corpo di Linda, che non sai come è riuscita a strappargli la pistola dalle mani. "NON ti muovere!" gli intima alzandosi in piedi.
E lui non lo fa, consapevole che la sua stessa arma ora è puntata su di lui. Adesso che è sotto i tuoi occhi lo riconosci: è quel tizio che ti ha rovesciato addosso la bibita, su al centro commerciale!!
Sgomentato dal dolore e dalla scoperta, obbedisci a Linda che ti chiede di frugargli il cappotto in cerca delle manette. Finalmente le trovi e riesci a chiudergliele intorno ai polsi, dietro la schiena. Linda lo trascina poco più indietro e fissa le manette al primo dei pioli che, ora riesci a vederli, scandiscono la salita lungo il condotto d'aerazione.
In tutto questo l'O.P. non ti ha tolto gli occhi di dosso. Sulle sue labbra persiste un leggero, fastidioso sorriso, una calma troppo strana nella sua espressione. "TU. Io so chi sei" ti dice d'un tratto. Poi scandisce il tuo nome.
Tu e Linda trasalite e l'O.P. deve notarlo nel tuo sguardo, perché il sorriso gli si fa più marcato.
Linda gli strappa il cellulare dalla tasca e dopo un solo sguardo allo schermo alza gli occhi al cielo.
"Ce la fai a salire?" ti chiede guardandoti il braccio ferito.
"Sì, mi ha preso solo di striscio".
"Andiamo!" e con un gesto ti invita a seguirla su per il condotto.
Senza smettere di osservare l'O.P. le fai notare: "Non è meglio se uno di noi va ad avvisare gli altri?"
Ma lei: "No, dobbiamo allontanarci il più in fretta possibile… tutt'e due". Il resto della frase te lo bisbiglia all'orecchio: "Tu hai addosso una cosa che devo toglierti, da solo non puoi… andiamo, poi ti spiego". Fidandoti del suo giudizio intraprendi la salita, senza abbassare del tutto la guardia sull'O.P. Metro dopo metro lo vedi rimpicciolirsi, sempre con quella faccia disturbante rivolta su di te. Qualcosa non ti torna. Dove l'hai già vista, quella faccia, prima di oggi?

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