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La tua mossa disperata ottiene l'effetto sperato: mordendo l'O.P. a sangue gli strappi un grido di dolore e, soprattutto, la presa sulla pistola. Si rivolta contro di te con una ginocchiata, ma tu hai occhi solo per l'arma e il dolore nemmeno lo senti. La tua mano stavolta arriva prima della sua e un calcio alla schiena sferrato da Linda, accorsa in tuo aiuto, gli toglie il fiato e qualunque idea di riuscire ancora a sopraffarti.

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Riesci a rimetterti in piedi e impugni la pistola contro l'O.P.: "FERMO!!" gli urli contro.
L'uomo in effetti non si muove. Docilmente si lascia frugare da Linda finchè non salta fuori un paio di manette. Adesso che ce l'hai bene sotto gli occhi lo riconosci: è il tizio che ti ha rovesciato addosso la bibita, su al centro commerciale!!
Linda gli serra i polsi dietro la schiena e poi lo trascina verso il termine del corridoio. Non ti sorprende più, ormai, che lei sappia come muoversi in questo genere di situazioni. Fai per aiutarla ma ti ricorda di stare lontano, con quella pistola: già, meglio che non sia alla portata di qualche colpo di coda dell'O.P…. Le manette vengono fissate al primo dei pioli che, ora riesci a vederli, scandiscono la salita lungo il condotto d'aerazione.
In tutto questo il vostro prigioniero non ti ha tolto gli occhi di dosso. Sulle sue labbra persiste un leggero, fastidioso sorriso, una calma troppo strana nella sua espressione.
"TU. Io so chi sei" ti dice d'un tratto. Poi scandisce il tuo nome.
Tu e Linda trasalite e l'O.P. deve notarlo nel tuo sguardo, perché il sorriso gli si fa più marcato.
Linda gli strappa il cellulare dalla tasca e dopo uno sguardo allo schermo alza gli occhi al cielo.
"Andiamo!" e con un gesto ti invita a seguirla su per il condotto.
Senza smettere di mirare all'O.P. le fai notare: "Non è meglio se uno di noi va ad avvisare gli altri?"
Ma lei: "No, dobbiamo allontanarci il più in fretta possibile… tutt'e due". Il resto della frase te lo bisbiglia all'orecchio: "Tu hai addosso una cosa che devo toglierti, da solo non puoi… andiamo, poi ti spiego". Fidandoti del suo giudizio intraprendi la salita, infilandoti la pistola in tasca ma senza abbassare del tutto la guardia sull'O.P. Metro dopo metro lo vedi rimpicciolirsi, sempre con quella faccia disturbante rivolta su di te. Qualcosa non ti torna. Dove l'hai già vista, quella faccia, prima di oggi?

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