Abituandoti all'oscurità del capanno (la torcia si è scaricata) stai notando che in verità da qualche punto del soffitto traspare ancora un po' di luce. Ti sposti cercando di scrutare in mezzo a quella specie di soppalco dove riposano un paio di canoe.
"Linda, vieni a vedere".
"Un attimo, ho quasi finito". Con la fiamma dell'accendino sta mettendo fuori uso il controller.
"Ma… è possibile che io ne abbia degli altri addosso? Come vengono messi?" le chiedi. Parlare di quell'aggeggio ti ha fatto tornare un dubbio.
"Ci vuole un contatto diretto molto ravvicinato, mano contro pelle. Comunque non credo serva metterne più di uno. Perché questa domanda?"
"Credo di aver già incontrato quell'uomo prima di oggi. Anzi, sono sicuro".
Le riferisci dell'incontro avvenuto durante la missione con Melissa e la notizia la riempie di preoccupazione. L'O.P. è alle tue calcagna da molto più tempo di quanto pensava e c'è una marea di cose che bisogna ripercorrere per capire se e come abbia influito sulla K. Soprattutto bisogna capire come e quando il detective ti abbia individuato. E' proprio su questo punto che un dubbio atroce sta galoppando nella tua mente, un dubbio e una colpa che non hai il coraggio di rivelare.
Ora però bisogna pensare ad uscire di qui. Spostandovi nella stanza osservate il soppalco da un'altra angolatura e riuscite a scorgere un vero e proprio finestrino che si apre nel soffitto. La vostra salvezza! Decidi di issarti lassù per valutarlo meglio ed aprirvi il passaggio.
Sai sul tavolo e di lì ti fai scala con la canna della stufa ed i ripiani di uno scaffale. Non è nemmeno difficile arrivare sul soppalco! Hai appena posato il secondo ginocchio sulla sua superficie quando l'intera struttura cede di colpo, inclinandosi e rovinando a terra.

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