D'istinto ti sei aggrappato ad una canoa e ti ritrovi travolto dalla stessa; ma per fortuna girandosi ti ha protetto nell'impatto con la stufa e col pavimento. Hai però sbattuto la testa e non senti più un ginocchio, ti togli la canoa di dosso per capire cos'è successo… e scopri che il soppalco di lamiera, cadendo, si è frapposto in mezzo al capanno come un'obliqua parete divisoria.
"LINDA!" chiami angosciato. Non la senti più, che sia rimasta schiacciata?!
"Sono qui! Tutto a posto?" risponde finalmente.
"Sì! Tu?" Non fai cenno del tuo dolore al ginocchio, non è il momento.
"Anch'io" fa lei tossendo. Il soppalco ha fatto volare un bel po' di polvere.
Il finestrino è proprio lassù ma adesso è diventato irraggiungibile… Ti guardi intorno per capire come organizzarti, sposti le canoe e scopri che in un piccolo punto la lamiera del soppalco si è piegata – schiantandosi contro un mobile – ed ha creato un varco verso Linda. Non abbastanza grande per passare, ma sufficiente per scambiarvi un contatto ed eventuali oggetti. Intravedi il suo viso nel buio che riempie la parte di capanno in cui è rimasta bloccata, vi sfiorate la mano come ad assicurarvi che sia davvero tutto a posto.
"Dobbiamo trovare il modo di uscire!" ti ricorda lei. "Guarda in quel mobile dove ho preso gli ami, forse c'è qualcosa che può servire. Vedi ancora quel finestrino sul tetto?"
"Sì, ma… non si può più arrivarci". Devi ammettere il tuo problema al ginocchio: se riuscirai a muoverti forse potrai provare a spingere il tavolo o il mobile in quella direzione, inclinarlo sulla lamiera, usarlo come scala per arrivare fin là… o mettere insieme le canoe… ma ora riesci appena a strisciare per terra.

Vi sedete l'uno accanto all'altra a riflettere sulle possibilità, finchè vi coglie la luce dell'alba. La testa ti pulsa maledettamente: i pensieri, l'angoscia, la stanchezza, i battiti della musica che ancora ti rimbombano… Vorresti abbandonarti ad un po' di sonno ristoratore, ma non riesci a dimenticare che siete ancora in pericolo. Aguzzate le orecchie per tutta la mattina; i cinghiali non si sentono più, probabilmente dopo aver sentito il frastuono del crollo e dopo l'avventura col detective hanno pensato bene di cambiare posto. Non c'è nemmeno alcun segnale di O.P. in arrivo.
Ad un certo punto ti senti stringere la mano più forte: "Sei stanco. Dormi un po', sto io di guardia" sussurra Linda. Lei dev'essere a pezzi quanto te, ma insiste: "Se vogliamo tirarci fuori di qui dobbiamo essere riposati".
"Va bene. Poi ti do il cambio, svegliami appena senti che è il momento. Ok?"
Ti avvolgi nella tua giacca e finalmente ti lasci cadere nel sonno, con la consolante sensazione di Linda che veglia su di te.

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