"…pensa, in quei frangenti mio padre mi ricordava sempre di come il suo amico Milton aveva conosciuto la ragazza di cui si era innamorato. Me lo raccontava per farmi star su, per farmi capire che le cose più belle arrivano quando meno te le aspetti".
"Perché, come successe??"
"Guarda, se non sbaglio fu proprio nel 2012, esattamente cent'anni fa! Sì sì, fu proprio l'anno che Milton sparì. Eh, le cose più belle se ne vanno anche, quando meno te l'aspetti… Ma cosa ti stavo dicendo? Ah, sì, come si sono conosciuti. Una cosa molto poetica. Tuo nonno era andato in biblioteca a cercare un libro e proprio mentre stava allungando la mano per prenderlo dallo scaffale si era scontrato con la mano di una ragazza, che era lì per lo stesso motivo. Ecco che subito diventano rossi, si scusano, poi si mettono a ridere… be' più o meno dev'essere andata così – sai, a mio padre piaceva molto raccontare le cose e riusciva a inscenarle, a farle rivivere davanti agli occhi dell'ascoltatore."
La signora pare un attimo commossa nel ricordo di suo padre, ma a te viene spontaneo incoraggiarla: "E lei deve aver ereditato questo dono: anch'io riesco a vederli come fossero qui!"
E davvero ti sembra di avere la scena davanti agli occhi. Una scena che ti fa accelerare il cuore, perché ti ricorda qualcosa… scritto in una certa dedica… "il libro col quale ci siamo conosciuti".
"Con questa ragazza poi cos'è successo? Lei sa come si chiamava?" chiedi al limite della trepidazione.
"Oh, è andato tutto bene. 'Galeotto fu il libro e chi lo scrisse', ti dice niente?" risponde la signora con una strizzatina d'occhio. No, quello non ti dice niente, ma il tuo sospetto sta diventando sempre più concreto. "La ragazza era un po' più piccola di lui, sui sedici anni, ma molto sveglia e meno superficiale di tante sue coetanee; a quanto riferiva Milton si stava appassionando all'arte anche lei, non a caso era incuriosita da quel libro. Fu subito amore. Lui l'aveva presentata agli amici della K., anche mio padre aveva avuto una buona impressione; tanto carina, diceva… E Milton voleva farla entrare nell'associazione. Ma poi tutto è precipitato, forse non avevano capito di aver colpito nel segno… erano tutti così giovani, si erano fatti dei nemici più grossi di loro. Ma hanno resistito, il sacrificio di tuo nonno è stato fondamentale".
"Scusi, come ha detto che si chiamava la ragazza?" ripeti fingendo di non aver già posto la domanda. La signora si fa pensierosa, cerca nella memoria… ripete alcuni nomi tra sé e sé ma purtroppo… "…sai che non mi ricordo?" è la sua ultima risposta.
Deluso, decidi di orientarti su un'altra questione cruciale: l'identità originaria di tuo nonno. Neanche qui però ricavi qualcosa, perché la signora Carola l'ha sempre sentito nominare solo come "Milton". Ti chiede invece come si chiamava quando l'hai conosciuto tu: "Il cognome l'ho capito, è il tuo… ma il nome?" La tua risposta la trasfigura di gioia. "Ma è il nome di MIO PADRE!! Non può essere un caso, l'ha scelto apposta… allora non l'ha mai dimenticato, proprio come lui…".
La commozione contagia anche te, osi stringerle le mani in un gesto di simpatia.
Quando riuscite a riprendere la parola – e a deglutire gli ultimi sorsi di tè - la conversazione prosegue con qualche piccolo aneddoto su Milton e sul suo amico, mentre da parte tua rievochi i pochi ricordi delle estati al casotto. Poi notate che si è fatto tardi e ricapitolate le informazioni sui luoghi dove rintracciare musicisti e suoni per la Grande Opera: discoteca per il tamburo, klub per tromba, contrabbasso e violino, monastero per campane e zampogna.
Prima di congedarti però hai ancora una curiosità da soddisfare. "Mi scusi, ma mi hanno detto che lei è una musicista… posso chiederle che strumento suona?"
"Nessuno di quelli indicati da Kandinsky, purtroppo… se no ne avremmo già uno in meno da cercare!" risponde lei ridendo. Ti osserva per un attimo con un'espressione enigmatica, poi prosegue: "Vieni, ti mostro qual è il mio strumento" invitandoti a seguirla nella stanza. Ti guardi intorno ma non noti niente di strano, poi capisci che la signora si sta dirigendo verso il muro… quel punto di muro dove la tappezzeria ti era apparsa anomala.
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