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Dopo pochi metri il condotto gira ancora a destra, verso il fiume. Al fondo c'è una grossa grata rotonda da cui filtra la luce di luna e lampioni riflessa sull'acqua, ma sulla destra ti sembra di scorgere un proseguimento del corridoio. Corri fino a lì, sospinto dalla pendenza del pavimento che si fa sempre più scivoloso… non riesci a fermarti se non allungando le mani sulla griglia ed afferrandone le sbarre. E quando ti giri scopri che il passaggio a destra è in realtà un vano cieco.
Sei in trappola!
Ti butti di corsa per tornare indietro, arrancando sul piano viscido, ma è troppo tardi: dall'angolo del corridoio sbuca l'O.P. con la sua pistola.
"MI ARRENDO!" esclami d'istinto alzando le mani. Non è quello che dovresti fare, hai giurato di non farti mai prendere vivo… ma tu vuoi solo prendere tempo e mentre l'uomo si avvicina farti venire in mente qualcosa. Non è facile, coi pensieri che galoppano al pari del tuo cuore, ma DEVI farlo. Come decidi di agire?

All'improvviso ti butti di lato sparendo nel vano cieco come se corressi via in un corridoio, ma resti dietro l'angolo e appena l'O.P. si avvicina per inseguirti tu gli fai uno sgambetto.
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Lasci che ti ammanetti e poi fingi un malore. Vai al paragrafo 3.244