No!! Non sarai mica finito di nuovo lì… La prima impressione è quella di ritrovarti nel corridoio in cui hai affrontato l'O.P.: stesso pavimento in discesa, stessa grata rotonda alla fine, stesso falso passaggio a gomito… ma l'O.P. non c'è. C'è invece una catena che pende dal soffitto.
Certo ti sei sbagliato, non può essere lo stesso posto, ti sei allontanato… e forse allora quello non è un falso passaggio ma un VERO passaggio. Ti avvicini per scoprirlo, ma resti deluso: ancora una volta si tratta di un vano cieco. Sulla parete opposta c'è, anche qui, una seconda griglia, ma noti una differenza sostanziale: questa non è murata, bensì si affaccia su un'altra sala. Sei proprio in quel punto quando ti ritrai di scatto: hai sentito dei passi avvicinarsi dall'altra parte.
Ma non è il passo pesante dell'O.P., è quello di Linda! Un'occhiata in quella direzione conferma che hai ragione. "Linda! Sono qui!" Lei ti corre incontro sollevata: "Meno male! Tutto ok?"
"Sì!".
Un improvviso stridore metallico distoglie la vostra attenzione portandola alla tua sinistra. In cima al corridoio, dove l'altezza del cunicolo è più bassa, si sta muovendo qualcosa. La luce a scacchiera delinea la discesa di una superficie verticale, una sorta di paratia, che a giudicare dall'espressione di Linda sta calando anche sulla sua parte di condotto. Senza bisogno di parlarvi vi lanciate di corsa in quella direzione: avete capito benissimo che tra poco la paratia raggiungerà il suolo e l'unica soluzione è gettarvi dall'altra parte prima che succeda. Ma il pavimento melmoso e ripido è ancora una volta ostacolo ai vostri passi; due volte scivoli e ti rialzi, vedendo assottigliarsi inesorabilmente lo spazio vuoto che stai puntando. Infine spicchi l'ultima corsa, preparandoti a rotolare sotto la paratia…
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