Presto vi rendete conto che non avete via d'uscita.
In un attimo è di nuovo notte. Nessuno è venuto a cercarvi, questo è vero, probabilmente la minaccia del detective è caduta nel fiume insieme a lui. Ma con la stessa probabilità non verrà nemmeno nessuno della K.: come minimo si terranno lontani dal klub per un bel po', ma il peggio è che potrebbero essere già stati scoperti… Le congetture si moltiplicano e nessuna è tranquillizzante.
Il weekend decisivo si avvicina e voi avete in mano lo strumento mancante, se solo riusciste a portarlo al bunker… e se solo foste certi che non è saltato tutto.
Il freddo e l'angoscia, la fame e il disgusto vi mettono brividi continui; in breve abbandonate questi pensieri e la sopravvivenza diventa l'unica cosa che vi tieni occupati.
Centellinate le poche barrette che Linda aveva con sé, chiudendole nella custodia della tromba per proteggerle – e proteggervi – dall'attacco dei topi. Già, di notte avete anche il piacere della loro compagnia… E poi l'acqua: una sola bottiglietta, da rimpinguare con le poche gocce che ogni tanto il cielo manda come anticipo di pioggia. Che poi sarebbe meglio non piovesse affatto: il fiume ingrossandosi si allargherebbe nei vani dove vi trovate, fatti proprio per questo scopo, e vi sommergerebbe senza scampo. Attraverso la grata vi passate dunque i viveri e, ancora più importante, vi date coraggio con lo sguardo e col calore delle mani strette, del fiato con cui le scaldate a vicenda.
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