Sabato 26 novembre, prime luci dell'alba. Il taximatic di fiducia ti conduce attraverso la città fino all'angolo dietro casa di Linda. Mentre ti avvicini e già la vedi il cuore prende a batterti più veloce: è lì appoggiata al muro, con la stessa mantellina che indossava la prima volta che l'hai incontrata. Aspetta che il taxi si fermi ma già accenna un sorriso, si stacca dal muro ed alza la mano in un saluto impacciato. Attendevi questo momento da tanto ed ora ti senti nervoso, riesci a malapena a dire due parole di circostanza… ma non sei il solo ad emozionarsi, a quanto pare. Forse è proprio vero quello che ti hanno detto su voi due…
Vi aspetta un viaggio di molti kilometri attraverso il Paese, seduti fianco a fianco come quella sera al rientro da M.; il pensiero di non saper riempire questo tempo, di non saper reggere il suo sguardo, ti spaventa. Ma Linda rompe il ghiaccio chiedendoti se hai fatto buon uso del lettore MP3.
"Ah, sì, la scatola-musica!" rispondi – e subito ti penti della tua goffaggine… come se non ricordassi il nome di quell'apparecchio! Linda però sorride e sembra vedere qualcosa di interessante nella tua ingenuità: "Che bell'espressione! Mi piace. D'ora in poi lo chiamerò anch'io così!"
La scatola-musica e il suo contenuto diventano presto un fiume di argomenti e di appassionata discussione, facendovi ritrovare la perduta intimità. Con Linda ti senti libero di parlare anche dei tuoi nonni: raccontare le scoperte, i ricordi e le supposizioni sulla loro vita che hanno riempito le tue ultime settimane. Linda ti ascolta con sincero interesse, diresti quasi affascinata; ma chi la affascina sei veramente tu o piuttosto il 'nipote di Milton'?
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