3.34

 


Guido finge di non aver sentito la domanda – o forse è davvero così concentrato che non l'ha udita?
Nel dubbio gliela ripeti. "Ah! Ehm… là dietro?" risponde finalmente.
"Scusa, forse non dovevo chiedertelo?" replichi notando il suo imbarazzo.
"No, ehm… posso anche dirtelo, ormai sei nella K. Non credo sia un problema" anche se la sua espressione dice tutt'altro. "Dietro quella porta c'è il nucleo del bunker, tecnicamente è il bunker; il luogo dove sono conservate tutte le opere d'arte che la K. ha trovato e archiviato".
Mostrando un sincero interessamento riesci a vincere le sue reticenze, così da farti spiegare più in dettaglio com'è organizzato quel misterioso magazzino. Ma le parole, com'è ovvio, non possono descrivere ai tuoi occhi assetati ciò che si delinea come un immenso patrimonio artistico. Le parole suonano vuote e senza senso, non fanno che aumentarne il mistero. Guido se ne accorge e interrompe il discorso. Ti osserva mentre fissi quella porta, la tua mente che si sforza di immaginare tesori sfuggenti e Linda in veste di sacra Custode. Un'idea gli balena nella mente, ma non è sicuro che sia la cosa giusta… eppure… "…senti, so che non dovrei, ma non posso vederti così. Tu, il nipote di Milton… con quello che hai fatto… per mio conto sei molto più che un confratello. Io ti ci porto". Hai capito bene? Sì, il Topo sparisce in un armadio per ricomparire con una strana chiave in mano, un sorriso incoraggiante e la convinzione di ciò che sta per fare. Quando la pesante porta si schiude sei consapevole del tuo privilegio: stai per accedere a qualcosa di enorme di cui molti, praticamente tutti in questo mondo, non hanno la minima cognizione.

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